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Smartworking: luci e ombre

by | 4 July 2022

Smartworking: luci e ombre

Dopo la pandemia il lavoro a distanza è stato costantemente raccontato come il modo migliore per sentirsi bene mentalmente e fisicamente. Ma la realtà, scrive Bbc, è più complicata. Per alcuni lavoratori lo smartworking è stata la panacea di tutti i mali tipici delle nostre vite frenetiche e pre pandemiche. Ha significato, per esempio, l’opportunità di trascorrere più tempo con i propri figli, magari smettendo di fare i pendolari e utilizzando le ore libere per perseguire hobby più appaganti.

Una nuova ricerca sul lavoro a distanza, però, ha mostrato risultati contrastanti. Nel New Future of Work Report 2022 di Microsoft i ricercatori hanno scoperto che il lavoro a distanza, sebbene possa migliorare la soddisfazione generale delle persone, può anche portare i dipendenti a sentirsi socialmente isolati.

Non è tutto oro

Gli effetti negativi dello smartworking sono stati una vera e propria sorpresa per alcuni lavoratori, ora più consapevoli che il lavoro a distanza non è per forza sinonimo di benessere. Contrariamente alla narrativa attuale, che spesso ha parlato di una domanda di massa per lo smartworking, molti dipendenti stanno in realtà scegliendo di passare a ruoli che prevedono del tempo in ufficio.

Secondo uno studio del 2022 di PwC, l’11% dei lavoratori statunitensi preferirebbe lavorare a tempo pieno in ufficio e il 62% ha dichiarato che vorrebbe trascorrere almeno un po’ di tempo in presenza. Altri dati suggeriscono che fino all’80% dei lavoratori del Regno Unito ritiene che lavorare da casa abbia un impatto negativo sulla propria salute mentale. 

Generazione Z

Diverse ricerche, in effetti, dimostrano come le persone che lavorano da remoto trascorrono più ore alla scrivania. L’isolamento, inoltre, non è l’unico problema. Un sondaggio ha mostrato che l’81% dei minori di 35 anni teme la solitudine dovuta allo smartworking, con alti livelli di stress e ansia.

A soffrirne di più sono soprattutto i giovani millennial e i lavoratori della Generazione Z, ossia coloro che sono entrati di recente nel mondo del lavoro e ancora non hanno sperimentato i benefici di avere uno spazio di lavoro tranquillo e dedicato in ufficio (Bbc). Intanto le aziende si adoperano per adattarsi a questi cambiamenti, ma il passaggio al lavoro a distanza è tutt’altro che semplice e molte imprese stanno valutando come progettare un modello di lavoro che funzioni per tutti. 

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