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Segnali positivi

Nei primi otto mesi del 2022 in Italia c’è stato un boom dei contratti a tempo indeterminato, scrive il Corriere. A scattare la fotografia sulle condizioni del mercato del lavoro nel nostro Paese sono stati gli ultimi dati dell’Osservatorio sul precariato dell’INPS, che hanno rilevato un elemento importante: da gennaio ad agosto, infatti, sono stati attivati 937mila contratti a tempo indeterminato. Si tratta di un aumento del 31% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Da camerieri stagionali a store manager

In tanti si domandano come interpretare questi segnali positivi. Come si spiega, del resto, un boom delle stabilizzazioni di questa portata in un periodo di forte incertezza economica? É probabile che dopo il congelamento provocato dall’emergenza pandemica, il mercato del lavoro italiano stia vivendo una stagione di inattesa vitalità. Un balzo in avanti del genere nei contratti a tempo indeterminato non si vedeva dal lontano 2015. Dopo un boom della flessibilità fatto di ingressi a tempo, le aziende – in particolare nel settore manifatturiero – hanno deciso di trattenere i dipendenti in un comparto che strutturalmente paga la scarsità di profili tecnici e che con la crescita degli ordini ha dovuto fare i conti con una carenza di personale significativa (Euronews).

Incognita futuro

Vanno poi considerate, ha aggiunto il Corriere, le “Migrazioni” tra settori, con molti lavoratori giovani che dal turismo sono passati al logistico e al terziario. C’è solo un però: nonostante i dati positivi, è evidente che le nubi sulla recessione sono all’orizzonte, e lo dimostrano le notizie che ogni giorno leggiamo sui licenziamenti nelle Big Tech, da Twitter ad Amazon e Meta. Per l’Italia uno dei segnali da monitorare sarà proprio il numero degli ingressi a tempo determinato, dato che sono i contratti che generalmente precedono la stabilizzazione dei lavoratori  (Rainews).

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